Grant Morrison e la pop magick: quando il fumetto diventa rito
Negli anni Novanta la magia del caos esce dalle librerie occulte e finisce in edicola. Il responsabile principale è Grant Morrison, sceneggiatore scozzese che tratta un fumetto mainstream come un dispositivo rituale.
Guida completa: magia del caos (chaos magick).
L'hypersigil
Morrison chiama hypersigil un'opera narrativa lunga in cui l'autore mette in scena una versione di sé e del proprio intento, lasciando poi che la storia influenzi la vita che la produce. The Invisibles è dichiaratamente questo.
Il meccanismo è una estensione del sigillo classico: al posto di un glifo caricato in pochi minuti, un intento diluito in anni di narrazione, con l'attenzione di migliaia di lettori come carburante aggiuntivo.
Pop magick: usare simboli che non hanno pedigree
La tesi di fondo è coerente con la corrente: se le credenze sono strumenti, un personaggio dei fumetti o un logo aziendale possono funzionare come una divinità antica, purché muovano davvero qualcosa in chi li usa.
Il vantaggio è pratico. Un simbolo contemporaneo ha per noi una carica emotiva immediata che una divinità mesopotamica, studiata sui libri, spesso non ha.
I limiti da tenere presenti
L'hypersigil è un impegno lungo e difficilmente verificabile: le coincidenze narrative si prestano più di ogni altra cosa alla lettura selettiva.
Va inoltre ricordato che Morrison racconta anche il prezzo del suo esperimento, incluso un grave crollo di salute durante la lavorazione. La pop magick è divertente in superficie e impegnativa sotto.
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